
Negli ultimi vent’anni, la Cina ha investito energie significative nella salvaguardia del suo patrimonio culturale immateriale, o feiyi (非遗), dando nuova vita ad antiche arti, abilità e tradizioni che rischiavano di scomparire. Il concetto di feiyi è emerso dopo che la Cina ha ratificato la Convenzione UNESCO del 2003 per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale. Inizialmente incentrato sulla preservazione di pratiche a rischio come il ricamo o gli stili di opera teatrale tradizionali, il feiyi si è trasformato in un movimento culturale e commerciale, guidato in gran parte dai giovani consumatori cinesi.

Fin dal 2018, il trend del guochao (国潮), o “onda nazionale”, ha dominato il mercato dei consumatori cinesi, influenzando settori che spaziano dalla moda al Food&Beverage. Ma in cosa il guochao si distingue dal feiyi?
La differenza risiede nel percorso seguito da ciascun movimento. Il guochao ha modernizzato gli elementi culturali per renderli più accattivanti a un vasto pubblico, mentre il feiyi si impegna a onorare le tradizioni mantenendole autentiche. Anziché seguire semplicemente una tendenza, il feiyi conferisce al patrimonio culturale un senso di valore e prestigio duraturo, creando un ponte tra storia e vita moderna.

Sempre più marchi occidentali stanno intrecciando elementi del feiyi nei loro design, creando un potente connubio tra tradizione e innovazione. Nel 2019, Swarovski ha mostrato il suo impegno per la conservazione delle tradizioni cinesi collaborando con la China Cultural Heritage Foundation per lanciare il programma “Grow Little Tree”, dedicato alla salvaguardia del patrimonio culturale immateriale cinese. Questo progetto ha messo in evidenza l’apprezzamento di Swarovski per la cultura cinese, una visione che oggi risuona ancora di più dato che la Cina è diventata il suo secondo mercato per numero di vendite.
Anche Loewe ha abbracciato il feiyi, celebrando il Capodanno cinese 2024 con il lancio di sei borse Flamenco Mini ispirate alle incisioni in giada del Museo del Palazzo di Pechino. Tuttavia, forse l’omaggio più incantevole arriva da Louis Vuitton, il cui cofanetto regalo per il Festival di Metà Autunno reinterpreta le carte ritagliate tradizionali della Cina settentrionale. Con figure mitologiche come la “Dea dai capelli intrecciati” (抓髻娃娃) e il “Coniglio di giada” (玉兔捣药), il cofanetto include set di découpage, ornamenti in tessuto e forbici, offrendo un’esperienza interattiva unica. Questi omaggi non solo celebrano la preservazione culturale e l’innovazione artistica, ma dimostrano anche come il patrimonio tradizionale e la vita moderna possano fondersi armoniosamente.

L’integrazione del feiyi nell’industria della moda sta aprendo opportunità entusiasmanti per l’ascesa di marchi di lusso cinesi. Nel settore della cosmetica, marchi come Florasis hanno introdotto prodotti che integrano tecniche artigianali tradizionali, come la serie di trucchi “Impression of Miao” ispirata all’artigianato Miao. Allo stesso modo, il marchio di moda di alta gamma BOTAO ha incorporato l’eleganza del broccato Song nei suoi design, mostrando la bellezza di questa antica arte tessile. Questi sforzi trovano un forte riscontro nella Generazione Z, sempre più culturalmente consapevole, che abbraccia l’artigianato tradizionale come simbolo di raffinatezza e identità personale.
Con il crescente focus sullo sviluppo sostenibile, sfruttare il patrimonio culturale immateriale nel design potrebbe spingere i marchi di lusso cinesi verso una prominenza internazionale, fungendo al contempo da forza vitale per la preservazione ed evoluzione di questi tesori culturali in un contesto moderno.
Il futuro del lusso sembra quindi essere strettamente legato all’integrazione tra eredità culturale e moda contemporanea. Con il rallentamento della domanda di beni di lusso in Cina, il feiyi offre ai marchi l’opportunità di arricchire i propri prodotti aggiungendo profondità culturale e valore duraturo. Ora che l’interesse per il feiyi sta crescendo rapidamente tra i consumatori, quale momento migliore per abbracciarlo?